Le Cascate del Bucamante sono diventate negli ultimi anni un luogo molto frequentato del nostro Appennino e del territorio di Serramazzoni.

Percorrendone il sentiero capirete il perché.

Il contatto con la natura, la bellezza delle Cascate, il senso di fresco che riescono a trasmettere sono solo alcuni dei motivi che rendono speciale questo luogo.

L’anello che qui vi proponiamo parte direttamente dal centro di Serramazzoni,

A 4 Km dal Capoluogo, percorrendo una strada panoramica, si arriva al borgo di Monfestino.
La località ed il suo castello rappresentano una delle più importanti testimonianze del passato, sotto l’aspetto civile ed amministrativo, del territorio serramazzonese.
Non si hanno notizie certe sull’epoca della costruzione del castello.
Indubbiamente la parte più antica della rocca, che in tempi remoti si presentava con un’alta torre quadrata circondata da possenti mura, doveva costituire un avamposto dello sbarramento difensivo del Castro Feroniano che ritardò di circa duecento anni la penetrazione nel territorio della montagna soggetto alla Chiesa ed all’Esarca di Ravenna, da parte dei Longobardi.
Anche se non si può varcare il portone di questa rocca splendidamente conservata  camminando per un verde sentiero se ne possono ammirare le rotonde torri e portenti mura, e proseguendo, si ha l’opportunità di spaziare con lo sguardo dalle più alte vette dell’Appennino.

Nella chiesina di Monfestino, che risale al 1304, è affisso un quadro. del Sec. XVII, raffigurante S. Giovita che ha sullo sfondo il borgo ed il castello di Monfestino.

Proseguendo per l’itinerario arriviamo alle Cascate di Bucamante.

La stretta vallata del “Bucamante”, che è racchiusa tra Monfestino ed il Monte Cornazzano, rappresenta uno dei più pregevoli ambienti naturali del nostro Appennino. Da qui nasce l’omonimo Rio che va ad alimentare il Torrente Tiepido.

Il Bucamante è un luogo di particolare bellezza, meta ideale per passeggiate e brevi escursioni ecologiche alla portata di tutti ed è raggiungibile attraverso sentieri che partono da Granarolo o da Monfestino.

Nel punto più infossato e fitto dalla vegetazione costituita da Carpini, Aceri, Cornioli, Maggio ciondoli e quercioli, si trovano “le cascate” ovvero alcuni salti d’acqua di media entità.

II micro clima, inoltre, permette lo sviluppo delle orchidee, delle peonie, del pisello selvatico, del geranio nodoso, dell’edera e della vitalba che rende con i sui tralci o “liane” ancor più impenetrabile la boscagli.

Infine, “le cascate di Bucamante ” sono il luogo dove la leggenda vuole si concludesse con un tragico epilogo il contrastato amore tra un pastore e la figlia di un dignitario incaricato del governo della Podesteria di Monfestino.

 

Terminata il tratto che segue le cascate si prosegue facendo ritorno verso il nostro punto di partenza.